Il legame tra invecchiamento cerebrale e rischio di demenza: uno studio della University of California
Perché il cervello può invecchiare prima del corpo e come aumenta il rischio di demenza
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Uno studio della University of California San Francisco rivela che il cervello può invecchiare più rapidamente del corpo, con implicazioni per il rischio di demenza. Analizzando l'attività cerebrale durante il sonno, i ricercatori hanno scoperto che un'alta 'età cerebrale' rispetto a quella anagrafica aumenta il rischio di demenza del 40% per ogni incremento di 10 anni.
- 01Il cervello può invecchiare più velocemente del corpo, influenzando il rischio di demenza.
- 02L'analisi dell'attività cerebrale durante il sonno è fondamentale per stimare l'età cerebrale.
- 03Un incremento di 10 anni tra età cerebrale e reale aumenta il rischio di demenza del 40%.
- 04La presenza di picchi nell'attività cerebrale durante il sonno è associata a un rischio ridotto di demenza.
- 05Migliorare la qualità del sonno può avere un impatto positivo sull'invecchiamento cerebrale.
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Uno studio condotto dalla University of California San Francisco ha rivelato che il cervello potrebbe invecchiare più rapidamente rispetto al corpo, aumentando il rischio di demenza. I ricercatori hanno analizzato l'attività cerebrale di 7000 partecipanti di età compresa tra i 40 e i 94 anni, monitorando i segnali cerebrali registrati durante il sonno tramite elettroencefalogramma (EEG). L'analisi ha mostrato che un'alta 'età cerebrale', calcolata in base all'attività cerebrale durante il sonno, è correlata a un aumento del rischio di demenza, con un incremento del 40% per ogni 10 anni di differenza rispetto all'età anagrafica. Al contrario, un cervello 'più giovane' rispetto al corpo riduce il rischio. La qualità del sonno, inclusa la presenza di onde delta e fusi del sonno, gioca un ruolo cruciale nell'invecchiamento cerebrale. Inoltre, picchi improvvisi nell'attività cerebrale, noti come kurtosis, sono stati associati a un rischio più basso di demenza. La professoressa Yue Leng ha suggerito che il monitoraggio di questi segnali attraverso dispositivi indossabili potrebbe contribuire a diagnosi più precoci e che migliorare il sonno potrebbe avere effetti positivi sull'invecchiamento del cervello.
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Migliorare la qualità del sonno potrebbe ridurre il rischio di demenza e promuovere un invecchiamento cerebrale più sano.
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