La vitamina D a 39 anni e il rischio di Alzheimer: uno studio rivela collegamenti a lungo termine
Vitamina D e Alzheimer: i livelli a 40 anni potrebbero influire sul cervello 16 anni dopo
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Uno studio pubblicato su Neurology Open Access suggerisce che i livelli di vitamina D a 39 anni potrebbero influenzare la salute cerebrale 16 anni dopo. Analizzando dati del Framingham Heart Study, i ricercatori hanno trovato che livelli più alti di vitamina D sono associati a minori depositi di tau, una proteina legata all'Alzheimer.
- 01I livelli di vitamina D a 39 anni possono influenzare la salute cerebrale 16 anni dopo.
- 02Lo studio ha analizzato dati di 793 partecipanti al Framingham Heart Study.
- 03Livelli più alti di vitamina D sono associati a minori depositi di tau nel cervello.
- 04Non è stata trovata correlazione con l'amiloide, che si accumula più tardi.
- 05La vitamina D potrebbe influenzare processi infiammatori e danni cellulari legati all'invecchiamento.
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Uno studio pubblicato su Neurology Open Access ha esaminato l'associazione tra i livelli di vitamina D a 39 anni e la salute cerebrale 16 anni dopo, utilizzando dati del Framingham Heart Study, che ha coinvolto 793 partecipanti. I risultati hanno mostrato che chi aveva livelli più alti di vitamina D presentava minori depositi di tau, una proteina che si accumula nel cervello prima della diagnosi di Alzheimer. La media dei livelli di vitamina D nel campione era di 38 nanogrammi per millilitro, con circa un terzo dei partecipanti sotto il limite di 30 ng/ml, considerato insufficiente. Sedici anni dopo, le scansioni cerebrali hanno rivelato che i partecipanti con livelli più elevati di vitamina D mostravano meno accumuli di tau nelle aree del cervello legate alla memoria. Non è stata trovata alcuna correlazione con l'amiloide, suggerendo che la tau si accumula prima e può essere più facilmente misurata in un gruppo relativamente giovane. Sebbene lo studio registri un'associazione e non dimostri una causa, la scoperta è significativa per la comprensione delle malattie neurodegenerative, poiché i recettori della vitamina D sono presenti nel sistema nervoso e la vitamina D stessa regola processi infiammatori e danni cellulari legati all'invecchiamento.
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