L'UE intensifica i controlli sui 260 miliardi del mercato delle emissioni di CO2
Il grande tesoro della CO2 vale 260 miliardi e l’Ue ora rafforza i controlli sui ricavi Ets
CorriereImage: Corriere
L'Unione Europea sta rafforzando i controlli sul mercato delle emissioni di CO2, che ha generato 260 miliardi di euro negli ultimi 12 anni. La Commissione Europea vuole garantire che i fondi vengano utilizzati per la transizione energetica e non come entrate fiscali generali. La revisione del sistema è prevista per luglio.
- 01Il mercato delle emissioni di CO2 ha generato 260 miliardi di euro dal 2013.
- 02Tre quarti dei ricavi sono andati ai bilanci nazionali, mentre il resto è stato destinato a fondi europei per l'innovazione e la decarbonizzazione.
- 03La Commissione Europea prevede di intensificare i controlli sull'uso dei ricavi per garantire la trasparenza.
- 04Il nuovo sistema ETS2 entrerà in funzione nel 2027, coinvolgendo carburanti e riscaldamento degli edifici.
- 05C'è preoccupazione che i proventi siano utilizzati come entrate fiscali anziché per investimenti nella transizione climatica.
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Negli ultimi 12 anni, il mercato delle emissioni di CO2 dell'Unione Europea ha generato un impressionante totale di 260 miliardi di euro. Questo sistema, noto come Emission Trading System (ETS), obbliga le industrie e le compagnie aeree a pagare per le loro emissioni di CO2. La Commissione Europea sta ora pianificando di rafforzare i controlli e la tracciabilità sull'uso di questi ricavi, in risposta alle preoccupazioni che parte di questi fondi possa essere utilizzata come normale entrata fiscale dai governi. Attualmente, circa tre quarti dei ricavi sono stati destinati ai bilanci degli Stati membri, mentre il resto ha alimentato fondi per l'innovazione e la decarbonizzazione. Nonostante le regole europee richiedano che i proventi siano reinvestiti in energie rinnovabili e tecnologie pulite, la Commissione ha notato che la trasparenza nell'uso di queste entrate è insufficiente. Con l'introduzione del nuovo sistema ETS2 nel 2027, che coinvolgerà anche il settore dei carburanti e il riscaldamento degli edifici, l'UE sottolinea l'importanza di garantire che i ricavi siano utilizzati per sostenere la transizione energetica, piuttosto che essere percepiti come una semplice fonte di gettito fiscale.
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La maggiore trasparenza nell'uso dei ricavi del mercato delle emissioni potrebbe garantire che i fondi siano investiti in progetti di transizione energetica, influenzando positivamente le politiche locali sulla sostenibilità.
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