L'impatto della cocaina sul comportamento dei salmoni selvatici
Salmoni 'alterati' dalla cocaina nelle acque, si muovono di più
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Uno studio internazionale ha rivelato che la cocaina presente nelle acque dolci altera il comportamento dei salmoni selvatici, facendoli nuotare più lontano. Condotto dalla Griffith University in collaborazione con altre istituzioni, lo studio offre nuove prospettive sugli effetti dell'inquinamento acquatico sugli ecosistemi.
- 01La cocaina altera il comportamento dei salmoni, facendoli nuotare più lontano.
- 02I salmoni esposti alla benzoilecgonina nuotano fino a 1,9 volte più lontano.
- 03I risultati suggeriscono che i metaboliti della cocaina possono avere effetti più marcati rispetto alla sostanza originale.
- 04Lo studio è il primo a documentare questi effetti in un ecosistema naturale.
- 05Non ci sono rischi per le persone che consumano pesce a causa di questi risultati.
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Uno studio condotto dalla Griffith University in Australia, in collaborazione con l'Università svedese di scienze agrarie, la Società zoologica di Londra e l'Istituto Max Planck per il comportamento animale in Germania, ha dimostrato che la cocaina presente nelle acque dolci può alterare significativamente il comportamento dei salmoni selvatici. I ricercatori hanno monitorato 105 giovani salmoni atlantici nel lago Vattern, in Svezia, per otto settimane, utilizzando impianti chimici a lento rilascio e un sistema di telemetria acustica. I risultati hanno mostrato che i pesci esposti alla benzoilecgonina, un metabolita della cocaina, nuotavano fino a 1,9 volte più lontano a settimana e si disperdevano fino a 12,3 chilometri più lontano rispetto ai pesci non esposti. Questi cambiamenti nel comportamento possono influenzare le dinamiche degli ecosistemi acquatici, poiché il modo in cui i pesci si muovono determina le loro interazioni alimentari e le strutture delle popolazioni. Inoltre, lo studio ha evidenziato che i metaboliti della cocaina potrebbero avere effetti più significativi rispetto alla sostanza originale, suggerendo che le attuali valutazioni del rischio potrebbero non considerare questi importanti fattori biologici. Tuttavia, i ricercatori hanno chiarito che non ci sono rischi per le persone che consumano pesce a causa di questi cambiamenti.
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Questi risultati possono influenzare la gestione degli ecosistemi acquatici e le politiche di monitoraggio dell'inquinamento, evidenziando la necessità di considerare gli effetti dei metaboliti nelle valutazioni del rischio ambientale.
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