Il Codice della privacy e il valore dei dati sanitari nella ricerca scientifica
Dati sanitari, il Codice della privacy a tutela della ricerca scientifica
Il Sole 24 Ore
Image: Il Sole 24 Ore
I dati clinici possono essere utilizzati anche per la ricerca scientifica, come evidenziato dall'incontro presso il Policlinico San Matteo. L'articolo 110 bis del Codice della privacy consente agli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di trattare dati personali per scopi di ricerca senza nuovo consenso. Tuttavia, una recente FAQ del Garante della privacy potrebbe complicare l'accesso ai dati per enti non riconosciuti come Irccs.
- 01I dati sanitari sono considerati un patrimonio collettivo per la medicina predittiva e personalizzata.
- 02L'articolo 110 bis del Codice della privacy permette l'uso dei dati clinici per la ricerca senza necessità di consenso aggiuntivo.
- 03Il Policlinico San Matteo ha condotto uno studio sulle disuguaglianze nell'accesso alle cure per i malati di tumore alle vie biliari.
- 04La FAQ del Garante della privacy del 6 giugno 2024 potrebbe limitare l'accesso ai dati per enti non Irccs, complicando la ricerca.
- 05L'articolo 14 del GDPR consente la pubblicazione dell'informativa sulla privacy per la presa visione da parte dei soggetti interessati.
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Durante un incontro al Policlinico San Matteo, Alessandro Venturi ha sottolineato l'importanza dei dati sanitari, non solo per la cura dei pazienti, ma anche per la ricerca scientifica. I dati clinici possono contribuire a sviluppare modelli medici più predittivi e personalizzati. Grazie all'articolo 110 bis del Codice della privacy, gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico possono utilizzare i dati personali per la ricerca senza necessità di un nuovo consenso. Salvatore Corallo, oncologo e professore all'Università di Pavia, ha presentato uno studio sulle disuguaglianze nell'accesso alle cure per i malati di tumore alle vie biliari, evidenziando l'importanza di tali dati. Tuttavia, una FAQ del Garante della privacy pubblicata il 6 giugno 2024 potrebbe complicare la situazione, estendendo l'applicazione dell'articolo 110 bis a enti non riconosciuti come Irccs, limitando potenzialmente l'accesso ai dati per la ricerca. Fausto Massimino ha descritto l'articolo come un passo verso un utilizzo più moderno e sostenibile dei dati sanitari, mantenendo elevate garanzie di tutela per i pazienti.
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La possibilità di utilizzare i dati sanitari per la ricerca scientifica potrebbe accelerare l'innovazione in campo medico, ma la limitazione per enti non riconosciuti come Irccs potrebbe ostacolare la ricerca.
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