I cinque principali importatori europei di gas e petrolio russi nel 2023
Chi compra gas e petrolio dalla Russia? I cinque Paesi europei che fanno (ancora) affari con Putin
CorriereImage: Corriere
Nonostante le sanzioni, le importazioni di gas e petrolio dalla Russia continuano in Europa. Ad aprile 2023, Francia, Ungheria, Belgio, Slovacchia e Spagna hanno importato combustibili fossili russi per un valore totale di 1,6 miliardi di euro, con la Francia in testa con un incremento del 13% rispetto al mese precedente.
- 01Ad aprile 2023, i cinque maggiori importatori di combustibili fossili russi nell'UE sono stati Francia, Ungheria, Belgio, Slovacchia e Spagna.
- 02Le importazioni francesi di gas naturale liquefatto (GNL) russo sono aumentate del 13% rispetto a marzo, raggiungendo 957 milioni di euro.
- 03L'Ungheria ha importato combustibili fossili russi per un valore di 380 milioni di euro, riprendendo i flussi attraverso il gasdotto Druzhba il 23 aprile.
- 04Il Belgio ha visto un incremento del 33% nelle importazioni di GNL russo su base mensile.
- 05Nel mese di aprile, oltre il 54% del petrolio russo trasportato via mare è stato effettuato da petroliere della flotta fantasma soggette a sanzioni.
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Le importazioni di gas e petrolio dalla Russia, sebbene in calo, non si sono mai interrotte del tutto. Ad aprile 2023, i cinque principali importatori di combustibili fossili russi nell'Unione Europea, ovvero Francia, Ungheria, Belgio, Slovacchia e Spagna, hanno speso complessivamente 1,6 miliardi di euro. La Francia si è confermata il maggiore importatore, con importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) russo che sono aumentate del 13% rispetto al mese precedente, raggiungendo 957 milioni di euro. L'Ungheria ha importato combustibili fossili per un valore di 380 milioni di euro, mentre il Belgio ha registrato un incremento del 33% nelle importazioni di GNL. Le importazioni spagnole, al contrario, sono diminuite significativamente del 56%. Inoltre, oltre la metà del petrolio russo trasportato via mare ad aprile è stato effettuato da petroliere soggette a sanzioni, evidenziando la complessità della situazione energetica in Europa.
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L'energia importata dalla Russia continua a influenzare i mercati energetici europei, con implicazioni per i prezzi e la sicurezza energetica.
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