Abramo Rossi, sopravvissuto a un lager, lancia un appello per la pace
Abramo Rossi, deportato in un Lager: “Bisogna fermare tutte le guerre”
Il Sole 24 Ore
Image: Il Sole 24 Ore
Abramo Rossi, 102 anni, è uno degli ultimi testimoni italiani della prigionia nei lager durante la Seconda Guerra Mondiale. Racconta la sua esperienza di diciannove mesi di sofferenza e chiede di fermare tutte le guerre, sottolineando l'importanza della memoria storica per le nuove generazioni.
- 01Abramo Rossi è un sopravvissuto di 102 anni ai lager nazisti.
- 02Ha trascorso diciannove mesi in prigionia in Austria durante la Seconda Guerra Mondiale.
- 03Rossi è stato uno dei pochi Internati Militari Italiani (IMI) a raccontare la sua storia.
- 04Il suo appello finale è per la pace e la cessazione di tutte le guerre.
- 05Rossi ha iniziato a condividere la sua esperienza con i giovani dal 2000.
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Abramo Rossi, nato il 6 marzo 1924 a Colonnella, in provincia di Teramo, è uno degli ultimi sopravvissuti italiani ai lager nazisti. A 19 anni, si arruolò come carabiniere e fu catturato dalle truppe tedesche a Roma nel 1943. Trasportato a Trofaiach, in Austria, Rossi visse diciannove mesi di privazioni e sofferenze come Internato Militare Italiano (IMI), lavorando in condizioni disumane in una fonderia. Dopo la liberazione nel 1945, ha scelto il silenzio per molti anni, ma dal 2000 ha iniziato a raccontare la sua storia alle nuove generazioni, sottolineando l'importanza della memoria storica. Durante una celebrazione nel 2025, ha ribadito il suo appello per fermare tutte le guerre, evidenziando il debito di libertà verso coloro che hanno sofferto. La sua testimonianza è un richiamo potente alla pace e alla riflessione sulla guerra.
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La testimonianza di Abramo Rossi serve a sensibilizzare le giovani generazioni sull'importanza della pace e della memoria storica.
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