«È fuggita ed è una spia dei pasdaran». La taglia dell’Fbi sull’ex sergente Usa
CorriereImage: Corriere
La crisi nel Golfo ha offerto il momento per rilanciare la caccia a Monica Witt, ex sergente dell’aviazione Usa fuggita in Iran nel 2013. L’Fbi ha offerto una taglia di 200 mila dollari per ottenere informazioni su una persona che sa molto ed è al cuore di una storia particolare. Texana di El Paso, indossa la divisa a 18 anni e presta servizio su un velivolo per l’intelligence elettronica RC-135, macchina sofisticata presente in ogni punto caldo. Monica sarà in missione in Gran Bretagna, Arabia Saudita, Diego Garcia e per un certo periodo anche in Qatar e in Iraq alla vigilia dell’offensiva contro Saddam Hussein. È considerata una specialista, ha studiato lingue in California dove ha imparato bene il farsi. I suoi colleghi la ricordano molto capace, sarà premiata anche con una medaglia. Nel 2008 decide di tornare alla vita civile e lavora per un paio di società del settore militare seguendo progetti riservati. Il suo rientro in patria non è però facile. Si iscrive alla George Washington University, riprende a studiare e realizza alcuni lavori sulla politica internazionale. Solo che sembra sempre arrabbiata, dice di non riuscire a dormire, imputa le difficoltà personali a ciò che ha visto in Medio Oriente. Naviga in acque tempestose e trova una soluzione insperata offerta da un’afroamericana convertita alla religione sciita. L’ha notata durante una manifestazione di Occupy Wall Street. È probabilmente lei a costruire il canale che la conduce nella primavera 2012 in Iran per un festival cinematografico alternativo. Il viaggio diventa il gancio per i servizi segreti che conducono i primi sondaggi sul personaggio. Tornata negli Stati Uniti è messa in guardia dall’Fbi sui rischi che sta correndo ma lei fornisce garanzie vaghe. È solo un modo per guadagnare tempo. Infatti, tiene i contatti con la Repubblica islamica, insiste perché vuole trasferirsi e quando i suoi referenti tentennano minaccia di rivolgersi ai russi alludendo al caso Snowden. Alla fine, ottiene ciò che vuole: nell’estate del 2013 scappa in Iran via Dubai con l’assistenza degli uomini di Teheran. Per gli americani Monica Witt, oggi quarantenne, non solo si è stabilita in terra nemica ma ha anche fornito dati riservati ai pasdaran su tecnologia e tattiche.
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