Paolini contro il montepremi degli Slam: «Se siamo tutti d'accordo, potremmo boicottare». Sabalenka: «Lo spettacolo dipende da noi»
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Anche Jasmine Paolini alza la voce in merito al montepremi dei tornei del Grande Slam, dopo che nelle scorse ore giocatrici e giocatori hanno protestato formalmente contro il prize money del Roland Garros: il Major di Parigi ha previsto per i partecipanti 61,723 milioni di euro, con un incremento del 9,53% rispetto al 2025, ma si tratta solamente del 15% delle entrate previste per il torneo. Una percentuale ritenuta insufficiente da tenniste e tennisti. Paolini ne ha parlato in conferenza stampa da Roma, dove oggi sono iniziati gli Internazionali d'Italia: «Quello dei premi è un tema che sta girando tra noi atleti. Stiamo facendo questo affinché ci sia una predisposizione migliore verso i giocatori, per quanto riguarda le tutele, la questione delle pensioni, quella della maternità e tante altre cose che gli Slam non stanno facendo, a differenza dei tornei dei circuiti Atp e Wta. Lottiamo perquello, siamo tutti uniti e andiamo tutti nella stessa direzione. Gli Slam stanno alzando il prize money, ma non in percentuale a quanto stanno guadagnando. E non contribuendo a pensioni e maternità. Boicottaggio degli Slam? Se siamo tutti d'accordo e siamo uniti è una cosa che si potrebbe fare». Anche Aryna Sabalenka è andata all'attacco: «Penso che a un certo punto boicotteremo, sento che potrebbe essere l’unico modo per lottare per i nostri diritti. Ho la sensazione che lo spettacolo dipenda da noi e che, senza di noi, non ci sarebbero i tornei e non ci sarebbe questo tipo intrattenimento. Meritiamo assolutamente una percentuale di guadagno maggiore. Spero davvero che tutte le trattative in corso ci portino, prima o poi, alla decisione giusta, a una conclusione che soddisfi tutti. Altrimenti potremmo boicottare».
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