Sardegna: oltre 600 richieste di impianti rinnovabili bloccate da procedure burocratiche
Sardegna, oltre 600 richieste ma le decisioni sono ferme

Image: Il Sole 24 Ore
In Sardegna, oltre 600 richieste per impianti di energia rinnovabile sono ferme a causa di procedure burocratiche e mancanza di metano. La situazione è complicata da moratorie e blocchi istituzionali, con la regione che deve affrontare un ritardo significativo nella transizione energetica, mentre le centrali a carbone continuano a operare.
- 01637 pratiche di richiesta di connessione inviate a Terna, per un totale di 44,62 GW di capacità rinnovabile.
- 02La Sardegna necessita di 461 MW per raggiungere l'obiettivo intermedio di nuova capacità rinnovabile installata entro marzo 2026.
- 03Il nuovo governo regionale ha imposto una moratoria su tutti i progetti di energia rinnovabile fino all'entrata in vigore della legge sulle aree idonee.
- 04La legge 20, che identifica le aree idonee per gli impianti rinnovabili, è stata impugnata dal Governo nazionale.
- 05Due centrali a carbone continuano a operare in Sardegna, aumentando i costi energetici per le aziende.
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La Sardegna sta affrontando una crisi nella transizione verso le energie rinnovabili, con oltre 600 richieste di impianti di energia eolica e fotovoltaica ferme a causa di blocchi burocratici. Attualmente, sono state presentate 637 pratiche a Terna, per un totale di 44,62 GW di capacità, ma la regione è in ritardo di 461 MW rispetto all'obiettivo intermedio di nuova capacità rinnovabile da raggiungere entro marzo 2026. La situazione è ulteriormente complicata dalla moratoria imposta dal nuovo governo regionale, che ha congelato tutti i progetti fino all'adozione della legge sulle aree idonee per l'installazione degli impianti. Nonostante l'approvazione della legge 20, che identifica le zone idonee per la produzione di energia verde, questa è stata impugnata dal Governo nazionale, creando incertezze per il futuro degli investimenti. Inoltre, la Sardegna continua a dipendere da due centrali a carbone, il che contribuisce ad aumentare i costi energetici per le aziende locali. Emanuele Cani, assessore regionale all’Industria, ha sottolineato la necessità di una transizione energetica che coinvolga i territori e le comunità locali.
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Le aziende sarde continuano a fronteggiare costi energetici elevati a causa della dipendenza dalle centrali a carbone e dalla mancanza di impianti rinnovabili operativi.
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