Attivisti della Global Sumud Flotilla in sciopero della fame dopo l'arresto in Israele
Flotilla, sciopero della fame e resistenza, atteso il rientro degli italiani

Image: Ansa
Dopo l'arresto in Israele, almeno 87 attivisti della Global Sumud Flotilla, tra cui 30 italiani, hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro il loro trattamento. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha annunciato il rientro degli italiani, previsto per oggi, mentre gli attivisti sono stati trasferiti in un centro di detenzione in attesa di espulsione.
- 0187 attivisti della Global Sumud Flotilla hanno iniziato uno sciopero della fame in segno di protesta.
- 02Tra gli arrestati ci sono 30 italiani, tra cui il deputato Dario Carotenuto e il giornalista Alessandro Mantovani.
- 03Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che gli italiani saranno rimpatriati oggi.
- 04Tutti gli attivisti sono stati messi in fermo amministrativo e trasferiti nella prigione di Ktziot.
- 05Il team legale italiano ha presentato una nuova denuncia per sequestro di persona alla procura di Roma.
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Dopo l'arresto in Israele, almeno 87 attivisti della Global Sumud Flotilla hanno avviato uno sciopero della fame per protestare contro quello che considerano un rapimento illegale. Tra gli arrestati ci sono 30 italiani, tra cui il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto e il giornalista Alessandro Mantovani. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha annunciato che il rientro degli italiani è previsto per oggi, con i primi rimpatri già avvenuti. Gli attivisti sono stati trasferiti nella prigione di Ktziot nel deserto del Negev, dove sono stati messi in fermo amministrativo. La procedura di espulsione prevede che chi accetta di firmare per l'espulsione volontaria possa partire immediatamente, mentre chi si rifiuta rischia un'espulsione coatta entro 24 ore. Nonostante le difficoltà logistiche dovute all'escalation militare in Medio Oriente, il team legale italiano ha presentato una nuova denuncia per sequestro di persona alla procura di Roma, continuando a chiedere il rilascio immediato degli attivisti.
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Il rientro degli attivisti italiani potrebbe influenzare le relazioni diplomatiche tra Italia e Israele, oltre a sollevare questioni legali riguardanti il trattamento degli attivisti.
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