Proteste a Napoli contro l'ordinanza sulla movida: i gestori chiedono cambiamenti
Napoli, sit-in in piazza San Domenico contro l’ordinanza sulla movida: “Un provvedimento dannoso”
La Repubblica
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A Napoli, gestori di locali e cittadini si sono riuniti in piazza San Domenico Maggiore per protestare contro un'ordinanza del sindaco Gaetano Manfredi che limita gli orari di apertura dei locali. Criticano il provvedimento come dannoso per la vitalità della città e chiedono un dialogo tra residenti e imprenditori.
- 01L'ordinanza del sindaco impone chiusure anticipate per i locali a Napoli.
- 02I gestori lamentano che il provvedimento danneggia le attività legali e la vitalità della città.
- 03C'è preoccupazione per un possibile ritorno della criminalità organizzata.
- 04Si richiede un dialogo costruttivo tra residenti e imprenditori per trovare un equilibrio.
- 05Le autorità locali sono criticate per non aver affrontato le cause reali del problema.
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A Napoli, un sit-in in piazza San Domenico Maggiore ha visto la partecipazione di gestori di locali e cittadini contro l'ordinanza del sindaco Gaetano Manfredi, che limita l'apertura dei locali fino all'una di notte da domenica a giovedì e fino alle due il venerdì e il sabato. I manifestanti, sotto lo slogan “Que Viva Napoli, per una città di aggregazione e cultura”, sostengono che il provvedimento è dannoso per le attività commerciali e la vitalità della città. Accusano che la chiusura anticipata e il divieto di vendita di bevande alcoliche e analcoliche dalle 22:30 alle 6 del giorno successivo colpiscono ingiustamente le attività legali, con alcuni esercenti che lamentano di non poter nemmeno vendere acqua. La nuova associazione “Vivere in mezzo agli altri”, guidata dall’avvocatessa Roberta Valmassoni, si propone di creare coesione tra i commercianti. I partecipanti esprimono timori per un possibile ritorno della criminalità, simile a quella degli anni '80. Inoltre, il consiglio comunale è criticato per la sua incapacità di trovare un equilibrio tra le esigenze dei residenti e quelle degli imprenditori. La situazione richiede un approccio regolamentare strutturato per garantire la convivenza pacifica tra residenti, esercenti e turisti.
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Le restrizioni imposte dall'ordinanza potrebbero ridurre significativamente il numero di clienti per i locali, influenzando negativamente l'occupazione e la vitalità economica della città.
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