Riforma Schillaci: il nuovo sistema sanitario nazionale punta sulla medicina territoriale
Sanità, la riforma Schillaci: «Il nuovo Sistema sanitario nazionale deve basarsi sulla medicina territoriale»
CorriereImage: Corriere
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, propone una riforma del Sistema sanitario nazionale incentrata sull'ammodernamento della medicina territoriale e sulla presa in carico dei pazienti. La riforma prevede modifiche nella remunerazione dei medici e un ruolo strategico per le Regioni, con l'obiettivo di rendere la sanità più efficiente e vicina ai cittadini.
- 01La riforma punta sull'ammodernamento della medicina territoriale.
- 02I medici di medicina generale diventeranno dipendenti su base volontaria.
- 03La remunerazione dei medici sarà legata agli obiettivi raggiunti.
- 04Le Regioni assumeranno un ruolo strategico nella governance sanitaria.
- 05La digitalizzazione e la telemedicina saranno fondamentali per il nuovo modello.
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Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha delineato una riforma del Sistema sanitario nazionale che si basa sull'ammodernamento della medicina territoriale e sull'importanza della presa in carico dei pazienti. Durante un incontro con i governatori regionali, Schillaci ha sottolineato che non si può perdere questa 'occasione storica' per migliorare la sanità in Italia, rendendola più efficiente e vicina ai cittadini, in particolare a quelli più fragili. Tra le novità principali c'è la modifica della remunerazione dei medici di medicina generale e dei pediatri, che passerà da un sistema basato sul numero di assistiti a uno incentrato sugli obiettivi raggiunti. Le Case di Comunità diventeranno il fulcro del nuovo modello, rappresentando il luogo strutturale della sanità territoriale. Inoltre, i medici di famiglia potranno diventare dipendenti per garantire stabilità al nuovo sistema, ma questo avverrà in modo graduale e volontario. Le Regioni avranno un ruolo cruciale nel definire le priorità e gli standard organizzativi. La riforma prevede anche un forte impulso alla digitalizzazione e all'uso della telemedicina, con l'obiettivo di ridurre la burocrazia e concentrare il tempo medico su attività cliniche. I prossimi passi includeranno un'analisi preliminare e la definizione delle priorità entro 30 giorni, seguiti da una stima economica e un piano di attuazione nei successivi 60 e 90 giorni.
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La riforma potrebbe migliorare l'accesso e la qualità delle cure per i cittadini, in particolare per i pazienti più fragili.
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