Disuguaglianze salariali: i compensi dei CEO aumentano drasticamente rispetto ai salari dei lavoratori
Disuguaglianze, gli stipendi dei CEO di 1.500 aziende sono aumentati di 20 volte rispetto ai salari
La Repubblica
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Nel 2025, i compensi degli amministratori delegati (AD) di grandi aziende sono aumentati in media dell'11% in termini reali, mentre i salari medi globali sono cresciuti solo dello 0,5%. Un rapporto di Oxfam evidenzia che un lavoratore medio impiegherebbe 490 anni per guadagnare quanto un AD nel 2025, sottolineando l'enorme divario retributivo e le disuguaglianze di genere persistenti.
- 01Nel 2025, un lavoratore medio impiegherebbe 490 anni per guadagnare quanto un AD.
- 02I compensi degli AD sono aumentati del 54% dal 2019, mentre i salari medi globali sono diminuiti del 12%.
- 03Solo il 6% degli AD sono donne, con un divario retributivo di genere del 16%.
- 04Nel 2025, i dividendi globali distribuiti hanno raggiunto un record di 2.100 miliardi di dollari.
- 05Il rapporto di Oxfam denuncia la compressione dei diritti dei lavoratori e l'aumento della disuguaglianza.
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Un rapporto di Oxfam e dell'International Trade Union Confederation (ITUC) rivela che nel 2025 i compensi degli amministratori delegati (AD) delle maggiori aziende sono aumentati in media dell'11% in termini reali, mentre i salari medi globali sono cresciuti solo dello 0,5%. Questo porta a un divario retributivo senza precedenti, con un lavoratore medio che impiegherebbe 490 anni per guadagnare quanto un AD nel 2025. Solo il 6% degli AD sono donne, e il divario retributivo di genere è del 16%. Inoltre, nel 2025, i dividendi globali distribuiti hanno raggiunto un record di 2.100 miliardi di dollari, con l'1% della popolazione che ha ricevuto il 43% di tutti i titoli azionari. Il rapporto sottolinea anche la compressione dei diritti dei lavoratori e l'aumento della disuguaglianza, evidenziando che in Italia i salari reali sono inferiori del 7,8% rispetto ai livelli del 2021. La situazione è aggravata dalla crescita del lavoro povero e dalla stagnazione salariale che ha visto la quota di occupati a bassa retribuzione aumentare dal 26,7% al 31,1% tra il 1990 e il 2018.
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La crescente disuguaglianza salariale e l'incidenza del lavoro povero in Italia potrebbero portare a una maggiore insoddisfazione sociale e a richieste di riforme salariali.
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