Il vescovo di Caserta si oppone al Cpr a Castel Volturno: appello per un'integrazione positiva
Caserta, il vescovo Lagnese: «Non serve un Cpr a Castel Volturno». Piantedosi: «Pronto a incontrarlo»
CorriereImage: Corriere
Il vescovo Pietro Lagnese di Caserta si oppone fermamente alla creazione di un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) a Castel Volturno, sottolineando l'importanza di promuovere l'integrazione sociale. Il governo, rappresentato dal ministro Matteo Piantedosi, è aperto a un incontro per discutere il progetto.
- 01Il vescovo Lagnese si oppone alla costruzione di un Cpr a Castel Volturno.
- 02L'arcivescovo sottolinea l'importanza di un'integrazione positiva nel territorio.
- 03Il governo è disposto a incontrare i rappresentanti della Chiesa per discutere il progetto.
- 04La comunità locale e le associazioni si uniscono contro la decisione del governo.
- 05La presenza di immigrati non regolari a Castel Volturno è un tema delicato da decenni.
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Il vescovo Pietro Lagnese, durante una conferenza stampa al Centro Fernandes a Castel Volturno, ha espresso un deciso rifiuto alla realizzazione di un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) nella località, che conta oltre 31.000 abitanti e si trova a circa 40 chilometri da Napoli. Lagnese, affiancato da altri esponenti della Chiesa, ha lanciato un appello per trasformare Castel Volturno in un esempio di convivenza civile piuttosto che in un luogo di marginalizzazione. Il deputato Gianpiero Zinzi, coordinatore della Lega in Campania, ha riferito che il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi è disponibile a un incontro con Lagnese per discutere il progetto, che secondo Zinzi sarebbe a favore del territorio. Tuttavia, la comunità locale, comprese associazioni e partiti di centrosinistra, sta protestando contro la decisione, ritenuta dannosa per un'area già sotto pressione migratoria. L'arcivescovo ha avvertito che i Cpr compromettono la dignità umana e il processo di integrazione già in atto, sostenuto da cittadini e organizzazioni locali.
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La decisione di non realizzare un Cpr potrebbe favorire un clima di integrazione e coesione sociale a Castel Volturno, evitando l'aggravamento delle tensioni legate alla presenza di immigrati non regolari.
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