Orsini di Confindustria avverte: l'Europa rischia la deindustrializzazione
Orsini (Confindustria): «Europa a rischio deserto industriale, salari troppo bassi ma da soli non possiamo alzarli»
Image: Corriere
Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, ha lanciato un allarme sulla deindustrializzazione in Europa durante l'assemblea annuale. Ha criticato Bruxelles per le sue politiche energetiche e commerciali, sottolineando che i salari bassi in Italia allontanano i giovani e danneggiano la domanda interna. Propone una cooperazione rafforzata tra i Paesi europei per affrontare le sfide competitive.
- 01Orsini ha descritto la deindustrializzazione come un processo già in atto, non più un rischio teorico.
- 02Ha chiesto la sospensione immediata del Sistema ETS, definendolo una pazzia per la competitività europea.
- 03Il costo dell'energia nel distretto ceramico emiliano è superiore del 40% rispetto alla media europea, minacciando 40.000 posti di lavoro.
- 04Orsini ha proposto un nuovo debito comune europeo di 1.200 miliardi di euro per infrastrutture strategiche.
- 05Ha riconosciuto che i salari in Italia sono troppo bassi, allontanando i giovani e frenando la domanda interna.
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Durante l'assemblea annuale di Confindustria, Emanuele Orsini ha espresso preoccupazioni gravi riguardo alla deindustrializzazione in Europa, sottolineando che il continente sta arretrando rispetto alla Cina, che produce il 35% della manifattura mondiale. Criticando Bruxelles per aver aperto i mercati ai prodotti cinesi, Orsini ha avvertito che l'industria di base europea, inclusi settori come carta, acciaio e chimica, è sotto pressione a causa di costi energetici elevati e regolamentazioni eccessive. Ha chiesto la sospensione del Sistema ETS, accusandolo di danneggiare le imprese europee. Inoltre, ha evidenziato che i salari in Italia sono troppo bassi per trattenere i giovani e stimolare la domanda interna, suggerendo misure come la lotta ai contratti pirata e investimenti strategici. Infine, Orsini ha proposto un nuovo debito comune europeo per affrontare le sfide energetiche e industriali, evidenziando la necessità di un'azione immediata e coordinata tra i Paesi europei.
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Le preoccupazioni espresse da Orsini potrebbero influenzare le politiche industriali e salariali in Italia, impattando direttamente sulla competitività delle imprese e sull'occupazione.
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