Alfonso Coletta: Il medico senese racconta la sua esperienza sulla Flotilla
Alfonso Coletta, il medico Babbo Natale a 78 anni di nuovo in prima linea con la Flotilla: «Pensavo a Primo Levi...»
Image: Corriere
Alfonso Coletta, un medico in pensione di 78 anni, è tornato in Italia dopo essere stato arrestato dalla marina militare israeliana durante una missione umanitaria sulla Flotilla. Racconta di esperienze traumatiche, paralleli con il passato e il suo impegno per la causa palestinese, sottolineando l'importanza di far conoscere la situazione in Palestina.
- 01Coletta ha descritto il trattamento subito come simile a quello riservato agli animali, evidenziando la mancanza di dignità durante la detenzione.
- 02Durante l'arresto, i soldati israeliani hanno distrutto la telecamera e hanno usato la musica incessante come forma di tortura psicologica.
- 03Coletta ha affermato di essere andato in Palestina per dare un contributo come medico e sostenere le ragioni del popolo palestinese.
- 04Dopo 48 ore di detenzione, Coletta e gli altri membri della Flotilla sono stati liberati e rimandati in Turchia.
- 05Nonostante le esperienze traumatiche, Coletta continua a impegnarsi per gli altri, avendo lavorato in diverse missioni umanitarie nel mondo.
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Alfonso Coletta, un anestesista senese di 78 anni, è tornato in Italia dopo essere stato arrestato dalla marina militare israeliana durante una missione umanitaria sulla Flotilla. Racconta di un'esperienza traumatica, paragonando il trattamento subito a quello riservato agli animali, con riferimenti a Primo Levi e alla sua opera 'Se questo è un uomo'. Durante la detenzione, i soldati israeliani hanno usato la musica come forma di tortura psicologica, rendendo l'atmosfera insopportabile. Coletta ha spiegato di essere andato in Palestina per dare un contributo come medico e ha espresso il suo sostegno alla causa palestinese, pur riconoscendo il diritto di Israele a esistere. Dopo 48 ore di detenzione, lui e gli altri membri della Flotilla sono stati liberati e rimandati in Turchia. Nonostante le difficoltà, Coletta continua a dedicarsi agli altri, avendo già lavorato in missioni in Africa e durante la pandemia di Covid-19. La sua barba bianca, che lo fa sembrare Babbo Natale, è un simbolo del suo impegno verso i bambini. Riguardo a un possibile ritorno a Gaza, Coletta ha affermato che è difficile dare una risposta, ma è importante non rimanere indifferenti alla situazione attuale.
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Le esperienze di Coletta mettono in luce le difficoltà e le ingiustizie che affrontano i medici e i volontari in missioni umanitarie, sollecitando una maggiore consapevolezza sulla situazione in Palestina.
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