Prelevamento forzoso a Monteverde, interviene la Garante: «Stella va ascoltata, lo Stato la protegga»
Il Sole 24 Ore
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Il caso di Stella investe la politica e arriva ai vertici delle istituzioni di tutela dell’infanzia. Dopo il prelevamento forzoso della bambina di sei anni da una scuola di Monteverde, a Roma, disposto dal Tribunale per i minorenni con il supporto della forza pubblica e il successivo collocamento presso il padre, scende in campo direttamente la Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni. Con un comunicato durissimo, l’Autorità mette in discussione metodo, tempi e conseguenze del provvedimento e racconta di un colloquio avuto appena una settimana prima con la piccola. «Giusto una settimana fa avevo parlato con Stella», racconta Terragni in una nota infuocata. La bambina le aveva inviato alcuni video: uno in piscina, un altro mentre giocava a frisbee. «Dopo un periodo davvero difficile era finalmente tranquilla – spiega la Garante -. A scuola andava bene, la sua vita scorreva serenamente, liberata dall’incubo dell’allontanamento». Poi qualcosa sarebbe cambiato. «Da qualche giorno erano tornate ansia e insonnia – aggiunge – perché quando usciva da scuola vedeva suo padre lì davanti e si era riattivato il terrore di essere presa e portata via». Terragni racconta di aver cercato di rassicurarla: «Le ho detto di non preoccuparsi, che il papà voleva solo vederla». Alla domanda sul motivo di tanta paura, però, Stella avrebbe risposto: «Perché mi lega le mani». Una frase sulla quale la Garante dice di essere pronta «a testimoniare in ogni sede». Il prelevamento da scuola La presa di posizione arriva all’indomani del trasferimento della minore disposto dal Tribunale dei minorenni di Roma. Stella è stata prelevata venerdì pomeriggio all’uscita da scuola dal padre, accompagnato da operatori dei servizi sociali e forze dell’ordine. Sempre secondo quanto riferito da Terragni, che mantiene uno stretto contatto con i legali della madre, avrebbe opposto resistenza. Contestualmente, il giudice ha disposto per la madre, decaduta dalla responsabilità genitoriale nel luglio scorso perché ritenuta “ostativa” agli incontri con il padre, il divieto assoluto di avvicinamento alla figlia e una distanza minima di 500 metri dall’abitazione paterna. Le condizioni di salute A destare preoccupazione ci sono anche le condizioni di salute della bambina. Stella è affetta dalla sindrome di Fabry, una malattia genetica rara. Ed è proprio su questo punto che una consulenza medico-legale del San Camillo disposta nei mesi scorsi dal Tribunale ordinario, l’allontanamento dalla madre avrebbe potuto rappresentare “un fattore di rischio indiretto” per l’evoluzione clinica della patologia della minore e per la sua qualità di vita. Stress, traumi e cambiamenti bruschi possono incidere in modo significativo sulla salute psicofisica di un minore fragile come Stella, aveva eccepito il medico consultato dai giudici l’estate scorsa. Quella consulenza era valsa per altro l’annullamento di un precedente provvedimento di trasferimento in casa famiglia. Ma intanto i legali si preparano per l’udienza del 25 maggio, quando la piccola sarà ascoltata in udienza: il giudice in quell’occasione potrebbe anche decidere di revocare il collocamento presso il padre. Il presidio martedì 19 in piazza del Campidoglio Intanto intorno al caso si mobilitano associazioni, società civile e reti femministe. Differenza Donna ha organizzato per martedì 19 maggio un presidio in piazza del Campidoglio con lo slogan “Mobilitazione urgente contro il prelievo forzoso della piccola bimba di Monteverde”. La presidente Elisa Ercoli parla di “una sottrazione forzosa repentina traumatica” e definisce il trasferimento della bambina “una decisione assurda e pericolosa che deve essere rivista quanto prima”. Per questo “inizia una mobilitazione finché non ci sarà giustizia”, aggiunge Ercoli, che definisce la madre “una donna capace di cure e attenzioni” e insiste sul fatto che la bambina “ha paura del padre e non vuole vederlo”. Le reazioni Anche dal Campidoglio arrivano prese di posizione. L’assessora alle Pari opportunità Monica Lucarelli chiede «massima cautela» e invita a valorizzare il lavoro dei centri antiviolenza, ricordando che «quando un minore manifesta paura o disagio, il dovere delle istituzioni è ascoltare, approfondire e proteggere». Lucarelli richiama inoltre le risultanze della consulenza tecnica e le ordinanze del Tribunale ordinario, chiedendo che siano tenute in considerazione in ogni passaggio della vicenda. Sul fronte politico interviene anche la deputata Pd Maria Cecilia Guerra, che in un post su Facebook, parla di un diritto all’ascolto già «calpestato». «Il 25 maggio il tribunale potrebbe decidere che Stella non doveva essere allontanata dalla madre – osserva – ma potrebbe essere comunque troppo tardi, perché il trauma di un prelievo forzoso non trova riparazione». Il caso scuote anche il centrodestra. La consigliera regionale del Lazio di Fratelli d’Italia Chiara Iannarelli parla di «forte preoccupazione e profondo sconcerto» per il prelevamento della piccola. Nel mirino finiscono soprattutto «le importanti criticità» del provvedimento, a partire dal nodo della competenza tra Tribunale ordinario e Tribunale dei minorenni e dalle condizioni di salute della minore, affetta da una patologia genetica rara. «Ogni decisione – ha detto -deve avere come unico e indiscutibile faro il superiore interesse del minore». Le petizioni A mobilitarsi subito è stata anche la senatrice dem Valeria Valente, già presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e promotrice di una relazione dedicata a 36 casi esemplari di donne e madri vittime di violenza istituzionale nei percorsi giudiziari legati all’affidamento dei figli. Valente nelle ultime ore ha avviato interlocuzioni sul caso, mentre intorno alla vicenda sono nate due petizioni. La prima lanciata dai condomini di Monteverde, che già l’estate scorsa avevano alzato un muro intorno alla piccola perché non venisse portata via. «Quando una bambina dice di avere paura, lo Stato deve ascoltare, approfondire, proteggere. Non strapparla via dalla sua vita», scrivono nell’appello. La seconda, promossa da Radfem, per chiedere il rientro immediato della bambina dalla madre. La vicenda da Roma è rimbalzata anche al Salone del Libro di Torino, dove un gruppo di scrittrici ha aderito alla raccolta di firme per il rientro della bambina a casa da sua madre. Tra loro Lidia Ravera, Susanna Tamaro, Nadia Terranova, Melissa Panarello, Teresa Ciabatti e la ex moglie di Claudio Baglioni, Paola Massari. *** La newsletter di Alley Oop Ogni venerdì mattina Alley Oop arriva nella tua casella mail con le novità, le storie e le notizie della settimana. Per iscrivervi cliccate qui. Per scrivere alla redazione di Alley Oop l’indirizzo mail è alleyoop@ilsole24ore.com
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