Tensioni in Europa su Israele: Berlino e Roma si oppongono a misure punitive
Scontro in Europa su Israele, Berlino e Roma alzano il muro
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Le recenti discussioni tra i ministri degli Esteri dell'Unione Europea hanno visto la Germania e l'Italia opporsi a misure punitive contro Israele, ritenute inadeguate. Nonostante la pressione da parte di alcuni stati membri, Berlino e Roma hanno sottolineato la necessità di evitare effetti negativi sulla popolazione israeliana mentre si richiedono azioni concrete contro la violenza in Cisgiordania e Gaza.
- 01La Germania e l'Italia si oppongono a misure punitive contro Israele.
- 02Il ministro tedesco Johann Wadephul ha definito inappropriato il congelamento dell'accordo di associazione con l'Ue.
- 03La Spagna, l'Irlanda e la Slovenia spingono per un'azione più decisa contro le violazioni dei diritti umani.
- 04Una sospensione totale dell'accordo richiede l'unanimità dei 27 stati membri, difficile da raggiungere.
- 05Il prossimo Consiglio Esteri dell'Ue potrebbe essere un banco di prova per nuove misure.
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Le tensioni tra i membri dell'Unione Europea riguardo a Israele si intensificano, con la Germania e l'Italia che si oppongono a misure punitive ritenute inadeguate. Il ministro tedesco Johann Wadephul ha affermato che congelare l'accordo di associazione tra l'Ue e Israele sarebbe 'inappropriato', mentre il vicepremier italiano Antonio Tajani ha sottolineato che non ci sono le condizioni politiche per una sospensione. Nonostante la pressione da parte di paesi come Spagna, Irlanda e Slovenia, che chiedono misure più severe contro le violazioni dei diritti umani, Berlino e Roma insistono sulla necessità di evitare effetti negativi sulla popolazione israeliana. La sospensione totale dell'accordo richiede l'unanimità dei 27 stati membri, un obiettivo difficile da raggiungere, mentre un blocco parziale potrebbe passare con una maggioranza qualificata. Il prossimo Consiglio Esteri dell'Ue, previsto per l'11 maggio, potrebbe rappresentare un'importante opportunità per discutere nuove misure, inclusa la possibilità di bloccare le importazioni dai territori occupati. Nonostante le divergenze, Kaja Kallas, Alta rappresentante Ue, ha ribadito che l'Ue rimane un pilastro del sostegno ai palestinesi.
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Le decisioni prese dall'Unione Europea potrebbero influenzare le relazioni commerciali con Israele e le dinamiche politiche in Medio Oriente.
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