Storie di Resistenza Contro il Caporalato in Calabria
Da Don Panizza agli agricoltori di Goel, storie di impegno contro i caporali organizzati in stile ’ndrangheta

Image: Il Sole 24 Ore
In Calabria, storie di resistenza emergono contro il caporalato e lo sfruttamento agricolo. Don Giacomo Panizza e Vincenzo Linarello, tra gli altri, denunciano le pratiche abusive e promuovono un'agricoltura etica. La tragedia di quattro braccianti arsi vivi evidenzia la gravità della situazione, mentre iniziative locali cercano di costruire un modello agricolo sostenibile.
- 01Don Giacomo Panizza ha avviato un progetto agricolo a Lamezia Terme, vendendo prodotti a km 0 per contrastare il caporalato.
- 02Vincenzo Linarello, presidente di Goel, sottolinea l'importanza di ridurre gli intermediari nella filiera agricola per garantire giusti compensi agli agricoltori.
- 03La strage di quattro braccianti a Amendolara ha scosso la comunità, evidenziando la brutalità del caporalato organizzato in stile 'ndrangheta.
- 04Patrizia Rodi Morabito, imprenditrice agricola, promuove pratiche agricole sostenibili e ha ricevuto un premio per il suo impegno contro la mafia.
- 05In Calabria, diverse associazioni e aziende agricole stanno combattendo contro lo sfruttamento del lavoro, cercando di costruire un'agricoltura giusta.
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In Calabria, il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento dei braccianti agricoli continua a destare preoccupazione. Don Giacomo Panizza, attivo dal 1970, ha fondato un progetto agricolo a Lamezia Terme, dove produce miele, olio e verdure, vendendo direttamente ai consumatori per evitare i prezzi stracciati imposti dalla grande distribuzione. Vincenzo Linarello, fondatore di Goel, denuncia l'intermediazione abusiva che riduce i compensi per gli agricoltori, mentre la tragica morte di quattro braccianti a Amendolara ha evidenziato la brutalità del caporalato, organizzato in modo simile alla 'ndrangheta. In risposta, imprenditori come Patrizia Rodi Morabito stanno implementando pratiche agricole sostenibili e locali, affrontando le sfide legate a furti e vandalismi. La sua azienda, Tenuta Badia, è un esempio di resistenza e impegno per un'agricoltura etica, mentre altre associazioni locali lavorano per garantire diritti e dignità ai lavoratori agricoli.
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Il caporalato influisce negativamente sull'economia agricola e sulla vita dei braccianti in Calabria.
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