La famiglia di Chiara Poggi avvia querele contro diffamazioni online
La famiglia di Chiara Poggi: “Risarcimento di Stasi su conto bloccato, querele ai leoni da tastiera”
La Repubblica
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La famiglia di Chiara Poggi, uccisa nel 2007 a Garlasco, ha annunciato azioni legali contro blogger e commentatori online accusati di diffamazione. Il legale della famiglia ha sottolineato che i risarcimenti non sono una priorità, poiché il focus rimane sulla verità riguardo alla morte di Chiara.
- 01La famiglia Poggi ha avviato querele contro diffamatori online.
- 02Il legale ha affermato che i risarcimenti non sono una priorità per la famiglia.
- 03Le accuse includono diffamazione e stalking da parte di vari soggetti online.
- 04La nuova indagine punta su Andrea Sempio, mentre Alberto Stasi è l'unico condannato.
- 05La famiglia ha vissuto un forte disagio a causa delle false insinuazioni diffuse sui social media.
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La famiglia di Chiara Poggi, assassinata a Garlasco il 13 agosto 2007, ha deciso di intraprendere azioni legali contro diversi blogger e commentatori accusati di diffamazione. L'avvocato della famiglia, Gian Luigi Tizzoni, ha dichiarato che le insinuazioni riguardanti la volontà della famiglia di non voler la revisione della condanna di Alberto Stasi, attualmente l'unico condannato per l'omicidio, sono infondate e 'svilenti'. Tizzoni ha chiarito che i risarcimenti ricevuti non sono mai stati una priorità, poiché l'obiettivo principale della famiglia è sempre stata la ricerca della verità sulla morte di Chiara. Le querele sono state presentate anche ad altre autorità giudiziarie in Italia e hanno già portato all'apertura di un'inchiesta da parte della Procura di Milano per diffamazione e stalking. Il legale ha sottolineato che la diffusione di false informazioni sui social media ha avuto un impatto devastante sulla vita della famiglia, che si è sentita aggredita senza possibilità di replica. Tizzoni ha evidenziato la necessità di riflettere sulla responsabilità dei soggetti che operano in questo 'mercato' di contenuti, dove la diffamazione può prosperare senza regole.
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Le azioni legali potrebbero portare a una maggiore responsabilità per i contenuti diffusi online, influenzando la libertà di espressione e il modo in cui le informazioni vengono gestite sui social media.
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