La maggioranza italiana rivede la spesa per la difesa: il 5% del Pil non è più all'ordine del giorno
Difesa, «rivedere spesa Nato al 5% del Pil»: poi la retromarcia della maggioranza. Opposizioni all’attacco
Il Sole 24 Ore
Image: Il Sole 24 Ore
Il governo italiano ha fatto marcia indietro su una mozione che chiedeva di aumentare la spesa per la difesa al 5% del PIL, un impegno preso dalla premier Giorgia Meloni al vertice NATO del 2022. La modifica è stata giustificata come un errore, ma ha sollevato polemiche tra le opposizioni e all'interno della maggioranza.
- 01La mozione iniziale includeva un impegno a rivedere la spesa per la difesa al 5% del PIL, ma è stata modificata all'ultimo minuto.
- 02Il governo ha rimosso il punto 8, che parlava di un impegno realistico in ambito NATO, a favore di priorità legate alla sicurezza energetica.
- 03Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato l'importanza degli impegni presi, nonostante le pressioni interne.
- 04Le opposizioni, in particolare il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, hanno criticato la gestione della situazione, accusando il governo di mancanza di credibilità.
- 05Alcuni membri della maggioranza hanno ammesso che la questione della spesa per la difesa richiede un confronto interno più approfondito.
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Il governo italiano ha recentemente affrontato un imbarazzante dietrofront riguardo alla spesa per la difesa, con la rimozione della proposta di innalzare tale spesa al 5% del PIL dalla mozione discussa al Senato. Questo impegno era stato assunto dalla premier Giorgia Meloni durante il vertice NATO dell'Aja nel 2022, sotto la pressione dell'amministrazione statunitense. La modifica è stata giustificata come un errore, ma ha suscitato polemiche sia all'interno della maggioranza che tra le opposizioni. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha cercato di rassicurare sul rispetto degli impegni, mentre il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, ha suggerito che la questione richiede un confronto interno più delicato, data la diversità di opinioni all'interno della coalizione. Le opposizioni hanno colto l'occasione per criticare il governo, con il Partito Democratico che ha denunciato la retromarcia e il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha descritto la maggioranza come spaccata. La situazione evidenzia le tensioni interne e le pressioni esterne che il governo deve affrontare.
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La decisione di rivedere la spesa per la difesa potrebbe influenzare le politiche di sicurezza nazionale e gli investimenti in infrastrutture critiche, con ripercussioni sulle famiglie e le imprese italiane.
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