Il Consiglio di Stato sostiene il Pirellone: illegittimo il ricorso della Coscioni sul fine vita
Fine vita, il Consiglio di Stato dà ragione al Pirellone: poteva fermare la legge, illegittimo il ricorso della Coscioni
Image: Corriere
Il Consiglio di Stato ha confermato l'illegittimità del ricorso dell'associazione Luca Coscioni contro la decisione del Consiglio regionale della Lombardia, che aveva dichiarato inammissibile il progetto di legge sul suicidio assistito. La sentenza ribadisce che la questione è di competenza nazionale e non regionale.
- 01Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dell'associazione Luca Coscioni per difetto di giurisdizione.
- 02La maggioranza del Pirellone ha affermato che la legge sul fine vita è di competenza nazionale.
- 03I giudici hanno inflitto una sanzione di 1.500 euro ai ricorrenti per violazione del principio di sinteticità nell'appello.
- 04L'associazione Coscioni contesta la sentenza, sostenendo che limita il diritto dei cittadini alla partecipazione democratica.
- 05Marco Cappato ha dichiarato che continueranno a mobilitarsi per ripresentare la legge 'Liberi Subito' con le modifiche richieste dalla Corte costituzionale.
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Il Consiglio di Stato ha confermato l'illegittimità del ricorso presentato dall'associazione Luca Coscioni e da Marco Cappato contro la decisione del Consiglio regionale della Lombardia, che aveva dichiarato inammissibile un progetto di legge sul suicidio assistito. Secondo il Consiglio di Stato, la questione è di competenza nazionale e non può essere oggetto di intervento da parte del giudice amministrativo. I giudici hanno evidenziato che la deliberazione impugnata rientra nell'esercizio della funzione legislativa del Consiglio Regionale. In seguito a questa sentenza, l'associazione Coscioni ha espresso preoccupazione per la limitazione della tutela giurisdizionale dei cittadini, sottolineando che la Corte costituzionale ha già stabilito che le Regioni possono legiferare in materia di fine vita. Marco Cappato ha annunciato che continueranno a raccogliere firme per ripresentare la legge 'Liberi Subito', garantendo così il diritto dei cittadini a partecipare alle decisioni pubbliche.
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La sentenza del Consiglio di Stato limita la possibilità di discussione di leggi di iniziativa popolare in Lombardia, influenzando la partecipazione democratica dei cittadini.
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