Il caso Malagò: il Pantouflage e le verifiche richieste dal Ministro Abodi
L’elezione di Malagò è un caso: cosa è il “Pantouflage” e perché Abodi ha chiesto verifiche a Coni e Anac

Image: Il Sole 24 Ore
Il termine francese 'Pantouflage' descrive il passaggio di dirigenti pubblici a ruoli nel settore privato, portando a questioni legali per Giovanni Malagò, candidato alla presidenza della Figc. Il Ministro dello Sport Abodi ha richiesto verifiche al Coni e all'Anac riguardo a questa situazione, con le elezioni fissate per il 22 giugno 2026.
- 01Il 'Pantouflage' vieta ai dirigenti pubblici di assumere incarichi privati per tre anni dopo la cessazione del servizio.
- 02Giovanni Malagò ha lasciato la presidenza del Coni il 26 giugno 2025 e ha presentato la candidatura per la Figc il 13 maggio 2026.
- 03La legge richiede un intervallo di 36 mesi tra il servizio pubblico e l'incarico privato, ma Malagò ha solo 12 mesi di distanza.
- 04Il senatore Roberto Marti ha presentato un'interrogazione al Ministro Abodi per chiarire la situazione legale.
- 05Se non si ricevono risposte tempestive, le elezioni della Figc potrebbero essere compromesse da ricorsi legali.
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Il concetto di 'Pantouflage', che implica il passaggio di un dirigente pubblico a un ruolo nel settore privato, è al centro di un caso controverso riguardante Giovanni Malagò, candidato alla presidenza della Figc. Secondo la normativa italiana, in particolare l'articolo 53 del D.Lgs. 165/2001, un dirigente pubblico non può assumere un incarico privato per tre anni dopo aver lasciato il proprio ruolo. Malagò ha terminato il suo mandato al Coni il 26 giugno 2025 e ha presentato la sua candidatura per la Figc il 13 maggio 2026, creando un conflitto temporale dato che il periodo richiesto dalla legge è di 36 mesi. Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha richiesto verifiche al Coni e all'Anac per chiarire la legittimità della candidatura, in risposta a un'interrogazione parlamentare presentata dal senatore leghista Roberto Marti. Con le elezioni fissate per il 22 giugno 2026, la mancanza di una risposta tempestiva potrebbe portare a complicazioni legali che minacciano la validità delle elezioni stesse.
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Le elezioni della Figc potrebbero essere compromesse da ricorsi legali, influenzando la governance del calcio italiano.
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